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interminabili
Quel che è detto è detto, quel che è fatto è fatto.
2 giugno 2009
MESSA A FUOCO

Continuo a guardare delle foto di sconosciuti su Flicker e sento il mio senso di insoddisfazione crescere. Mi sembra che la vita, la vita vera sia altrove e che io non riesca a viverla, non importa quanto io mi dia da fare per fotografare o per tenermi in forma o per apprendere un altra lingua, tutto mi sembra inutile.

Credo che fotografare sia parte di me, credo sia il mio modo di guardare il mondo, ma dopo tanti anni mi sembra quasi di non essere capace di mettere a fuoco.

Riguardo i miei lavori e nonostante siano cambiati con il tempo non hanno ancora trovato la mia anima, che frase stupida questa, degna di un film di serie B “non ho ancora trovato la mia anima” se solo sapessi che cazzo vuol dire.

Che cosa cerco nelle foto? che cosa cerco?





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28 maggio 2009
Necessità
  

A volte sento la necessità di prendere aria, come un nuotatore in apnea che sente di non poter resistere oltre, mi guardo attorno ma non vedo più chiaramente i miei compagni di immersione, così cerco l'aria.

Non ho abbastanza tempo per perdermi nei miei pensieri, per lavorare con le mie foto, per imparare a parlare inglese come dovrei.

In questi giorni mi capita di pensare a volti del passato che un tempo significavano per me tutta la mia vita e ora scopro essere solo foto scolorite senza nessun sapore e non posso non chiedermi che valore abbiano i nostri sentimenti, cosi forti e impetuosi, così per sempre.... ma poi il per sempre ha un fine, in un tempo neppure troppo lungo.

Amiamo con tutto il nostro cuore, un cuore che sembra potersi resettare facilmente, che sembra avere interminabili banchi di memoria.

In questi giorni mi sembra tutto un po' strano, i pensieri sono lievi, l'aria è immobile come succede poco prima di un abbandono... una innaturale calma, un silenzio nell'anima.





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15 maggio 2009
SPARTIVENTO

E' il nome della nave che da tre giorni condivido con altre 22 persone provenienti da tutta Europa.

Ancora una volta una esperienza fuori tempo, il mio inglese che scopro essere più fragile di quanto credessi, persone in un altra fase della loro vita che mi costringono a farmi domande su di me, sulla mia vita.

Ma questa volta qualcosa è cambiato, mi scopro capace di non dover essere a tutti i costi amato o capito, la difficoltà linguistica non è una barriera, è una opportunità per guardarmi dentro.

Sicuramente porterò a casa qualcosa da tutto questo, più fiducia in me, qualcosa di più sull'identità e sulle relazioni.

E' strano dormire in una piccolissima cabina con un altra persona, scoprire d'essere ancora capace di vivere in un non luogo.

Non capisco tutto, ma le persone mi sembrano sempre più uguali da qualunque parte vengano, riconosco in questi compagni d'avventura caratteri simili a quelli di persone conosciute, atteggiamenti di chiusura e d'apertura uguali.

Altri quattro giorni, ancora momenti di solitudine, ma anche momenti di condivisione...




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21 aprile 2009
Silenzi II



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21 aprile 2009
Silenzi

A volte mi sembra che tra me e la realta ci sia qualche secondo di scarto, un piccolo scarto che mi lascia a bocca aperta, incapace di dire niente, incapace di comprendere che cosa mi stà succedendo.

Da giorni mi sembra sia calato intorno a me il silenzio, un silenzio soffice come la neve che attenua ogni rumore fino a farlo scomparire, così in questo silenzio cerco un suono che provenga da me, ma non sento niente.

In tutto questo silenzio gli occhi sembrano essersi fatti più grandi, cercano un appiglio, un gesto, un movimento che mi dica qualcosa su quello che mi sta succedendo, ma non trovo niente che mi spieghi.

Annuso l’aria in questi giorni di pioggia e ci ritrovo la mia infanzia in campagna, quando sentivi le nuvole cariche di pioggia ancor prima che l’acqua mi sorprendesse nella stradina in mezzo ai campi dietro casa.

Il mondo così diventa un posto solitario, ma lo cosa più strana è che tutto questo silenzio, tutta questa solitudine mi sembrano rassicuranti, non riesco più a mettere la mia faccia nei miei giorni, quella faccia che un tempo credevo di conoscere bene e che ora quasi non mi appartiene.

Chi mi stà aattorno continua a rimandarmi una immagine di me, ma io non riconosco questa immagine, e nei racconti di ognuno piccolo particolari di me cambiano. Piccoli cambiamenti per la verità ma abbastanza importanti per determinare uno scarto tra un me ed un altro me.





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11 aprile 2009
PAROLE A CASO
Ho il cuore intasato.

Nano grugnon

Smettila d'essere polemico.

Non ho scelta.

Vacìo

Polemico

In un altro momento in un altro luogo





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1 aprile 2009
Stronzate
 

 

Più di venti giorni senza scrivere una riga, provo e riprovo a guardarmi dentro e sento solo un rumore sordo, come di qualcosa di vuoto.

Una normale flessione dopo un periodo duro? l’inizio del male oscuro? Non so definirlo ma è una sottile inquietudine che rallenta i miei movimenti, così danzo lentamente, caviglie e polsi immersi in un aria quasi solida, mentre i pensieri si dibattono in un mare d’aria.

È come un leggera febbre che ti strema, la bestia è li, la sento, si annida nelle mie ossa, nei pori della pelle, nei sogni senza nome.

Più di venti giorni senza scrivere niente e alla fine quello che scrivo è questa stronzata….

PS: per i due lettori su tre che mi conoscono, non entrate in panico....è solo...bhe non so che cosa sia esattamente.. ma passerà.




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10 marzo 2009
Attivista?

Facciamo i conti con la normalità.

Che cazzo significa, esattamente non lo so ma da un po'  mi gira in mente questa frase, credo abbia a che fare con il fatto che ad un certo punto uno deve mettersela via e rendersi conto che l’unica cosa che lo rende unico dagli altri è esattamente la stessa cosa che rende unica ogni persona.. insomma siamo tutti così unici che alla fine siamo tutti uguali. 

Tradotto: mi sono reso conto che non diventerò mai una icona pop, ne un fotografo di grido, ne che vincerò un nobel per la pace, ne il primo ballerino della scala .

Insomma sono assolutamente normale.

Ora, battutacce a parte, quello che voglio dire che pur nella mia demenza sono perfettamente comune il che a pensarci bene è frustrante, e neppure l’idea che lo siamo tutti, perfettamente comuni intendo, mi solleva l’animo.

Detto questo non mi resta che diventare cattivo, nella malvagità, quella spinta intendo, c’è una sorta di unicità che mi affascina.

Così la mia nuova meta è essere eletto stronza dell’anno, carogna epocale, principe della maldicenza, signora dell’infidia, marchese del pettegolezzo, imperatore del colpo basso ecc. ecc.

Ma vorrei che tutto questo avesse anche un riscontro economico, quindi potrei provare a fare l’opinionista o il politico o il gay da salotto. 

Forse dovrei dare una definizione di gay da salotto, sono quelli addomesticati, pittoreschi quel tanto da non spaventare, mediamente banali e prevedibili che si vedono fiorire in ogni programma come la gramigna, o come la peste bubbonica nel medioevo, o come la forfora recidiva.

Ma a ben pensarci in questo caso non credo potrei usare tutta la mia cattiveria, infatti questi personaggi  sono come quegli inutili cagnolini da salotto che abbaiano tanto senza però essere minimamente credibili come reali minacce o come quei gatti a cui viene asportata una parte anatomica e a causa della quale ingrassano a dismisura facendo così dimenticare ogni loro appartenenza all’elegante mondo dei felini.

Insomma sono in via di redefinizione e dopo aver visto “Milk” stò anche pensando seriamente di diventare un attivista politico… si accettano consigli (e no non ho i numeri ne le capacità per diventare un attore porno, un po’ di fantasia per carità).





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1 marzo 2009
E ora provate a darmi del melanconico

Bene ora preparatevi, sedetevi comodi, prendete un caffè o un altra bevanda di vostro gradimento e cominciate la lettura.

Ieri sera sono andato ad una cena per salutare un amico che parte per l'estero, come molti prima e forse molti poi, in cerca di qualcosa , non necessariamente un mondo migliore, ma forse solo un mondo diverso (chi riconosce l'eco di una famosa canzone degli anni 80 vince un bacio in bocca dal sottoscritto).

Inutile dire che l'idea di rivederlo mi rendeva felice, per una serie di motivi che non sto a raccontare per un periodo ci eravamo allontanati, ma negli ultimi tempi in qualche modo avevamo ristabilito un equilibrio. Così, come dicevo ero felice di rivederlo e in più sapevo che avrei rivisto amici che non vedevo da tempo il che avrebbe dovuto rendere la serata particolarmente gradevole. 

Il lato negativo, perchè c'è sempre un lato negativo, era che sapevo sarebbe stata presente una grande fetta della gay community del nord est (roba da tagliarsi le vene, tanto per essere chiari io sono intollerante e lo "rivendico con orgoglio" e cosa non secondaria sono anche gay praticante il che determina in me, a volte, delle piccole crisi di identità).

Niente contro i gay (come sopra ribadisco il mio essere gay praticante) e niente di male nell'essere del nord est, ciò che mi risulta difficile da digerire sono tutta una serie di stereotipi dai quali vedo che con fatica riusciamo a smarcarci, niente di male nel curarsi, ma su più di 25 uomini quelli con le sopracciglia naturale erano forse quattro, quelli senza un capo firmato forse due (tra i due e tra i quattro mi ci metto io) quelli capaci di rilassare la muscolatura del viso senza avere il viso paralizzato in un ghigno alla Joker, e mi fermo qui per non cadere a mia volta nello stereotipo dell'attivista gay .

Ora prima che mi si attacchi sul facile terreno che bisogna accettare tutti, che tutti abbiamo il diritto di essere come siamo bla bla bla ci tengo a precisare due cose:

1) non mi infastidisce il concentrato di visi super curati con muscoli ipertrofici sorrisi artificiale, pelli lucide da troppe creme e vestiti cuciti sul corpo (neanche fossimo tutte The body...come chi? ELLE MACPHERSON non sapete chi è? bhe è un vostro problema non mio ) ne mi infastidisce che ogni volta che F. mi vede mi dica "come sei magro" o la variante "ma sei ingrassato" (ovviamente entrambe le affermazioni fatte con la faccia della zia che ti sta chiedendo se stai morendo o se stai diventando un suino), posso anche sopportare che l'uomo chiamato "il gelataio" metta in pericolo la mia vita indossando dei jeans così stretti sul pacco tanto da spingere verso l'esterno, in maniera preoccupante, i bottoni ( per inciso: una eventuale esplosione avrebbe avuto effetti paragonabili al lancio di una bomba fatta in casa ripiena di chiodi.... per non dire poi che per il resto dei miei  giorni mi chiederò se a riempire quei jeans fosse il dono di una madre natura generosa o un paio di calzini), ne mi infastidiva che gran parte dei partecipanti alla cena sembrassero privi di articolazione ai polsi, quello che mi infastidisce è la mancanza di varietà.... vorrei vedere anche gay diversi e non essere sempre il più diverso, 

2) la seconda cosa che tengo a sottolineare è che ho il diritto di provare fastidio per certe persone (ora esercitate voi nei miei confronti la tanta declamata tolleranza alla quale spesso mi richiamate).

Ma se pensate che sia finita qui vi sbagliate, per dirla in breve credo sia stata una delle serate più noiose che ricordi da lungo tempo, ma alcune perle di gioia mi sono state comunque regalate.

Intanto ho scoperto da M. che ci si può ustionare le ginocchia facendosi una lampada (non ho esperienza abbronzatura artificiale..sono terrorizzato dia macchinari che si devono utilizzare, credo sia colpa degli innumerevoli film dell'orrore dove giovani fanciulle venivano uccise nei lettini solari a mò di toast, e tutti sanno quanto io mi consideri, a dispetto dell'età e della conformazione fisica, una giovane ingenua e bellissima fanciulla in fiore, abbiamo ricordato il mio sclero di qualche anno fa, quando in piena crisi da overdose di amanti ho lanciato una pezzo di torta ad una ragazza durante una festa di compleanno (a proposito dell'overdose di amanti ci tengo a puntualizzare che NO, non sarei in grado di riempire lo stadio di San Siro con tutti quelli che mi sono scopato... forse metà ma il pienone non lo posso assicuro), per non dimenticare A. (quello dai capelli chiari come gli occhi per differenziarlo da A.dai capelli neri e gli occhi castani.... io tra un pò, in faccia alla privacy, faccio nomi e cognomi... vi avverto) che mi costrinse a mangiare dei gnocchi crudi sostenendo che fossero precotti (in qualche modo ne fui felice... questo dimostrava che non ero l'unico ad essere confuso in cucina, tra i fornelli).

Due ultimi suggerimenti, il ballerino di flamenco.... facciamo almeno in modo che sia spagnolo?... per favore, e a quel mio amico che mi ha abbandonato davanti all'hotel Milano, spero che ora non si dimenticherai di me.....




permalink | inviato da huruit il 1/3/2009 alle 18:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
23 febbraio 2009
BLA BLA BLA

Bla bla bla.... più o meno questo è il suono delle voci delle persone attorno a me, compresa la mia stessa voce, bla bla bla e niente di più.

Verrebbe da chiedersi se non abbia un problema in qualche parte nel cervello che mi impedisca di interpretare il valore delle parole.

Ma le parole hanno poi un valore?

Leggevo un articolo di Nicholas Carr sull'Internazionale (lo so è una rivista un po' oltre le mie possibilità, ma ci proviamo a migliorare) sui blog e ne decretava la morte, o per lo meno la morte dei blog scritti dai singoli, il che vorrebbe dire che sono in ritardo sui tempi.... e che palle.

Nell'articolo di Andrew Sullivan tra le altre cose si insisteva nel sottolineare come i blog siano una forma di scrittura immediata che rimanda continuamente ad altre fonti per approfondimento e di come si necessario la creazione di una serie di interscambi con altri blog.

Insomma per farla breve è necessario spendere un bel pò di tempo per far funzionare il proprio blog il che rimanda ad altre domande.

In primo luogo le motivazioni che spingono qualcuno (in questo caso me) a tenere un blog e che aspettative si abbiano da questo, la prima domanda per me risulta, almeno in superficie abbastanza facile.

Dopo aver vinto una borsa di studio per la mobilità europea sentivo il bisogno di permettere ai miei amici di seguirmi in questa esperienza.

Arriviamo ora alla seconda domanda, bhe non è facile rispondere, che aspettative ho? su questo punto non ho le idee molto chiare, volevo tornare a scrivere dopo anni in cui le cose più interessanti che mi ritrovavo a scrivere erano liste della spesa o relazioni di lavoro, ma forse volevo anche scoprire qualcosa di me.

Ora non so bene se ci sono riuscito, ma sento che sono alla vigilia di un cambiamento, non solo della mia vita ma anche di questo blog..... vediamo ora che succede.




permalink | inviato da huruit il 23/2/2009 alle 22:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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